Dire che Venezia sia una delle città più belle e iconiche del mondo è riduttivo! Quanti di voi l’hanno già visitata ammirando i grandi classici come Piazza San Marco, il Ponte di Rialto e le spettacolari vedute sul Canal Grande? Ma vi siete mai soffermati a scoprire i lati nascosti e il volto più intimo e curioso della città? Questo articolo è perfetto per te se sei alla tua seconda o terza visita a Venezia (ma perché no, anche alla prima), e se desideri immergerti in una Venezia più segreta. Oggi ti porto con me alla scoperta di 9 simboli nascosti, scoperti durante le mie numerose esplorazioni, in un percorso ottimizzato che si snoda tra le calli dei sestieri di Cannaregio, Castello, San Marco e Dorsoduro. Toccherai vere e proprie chicche lontane dai classici percorsi, in luoghi defilati dove potrai respirare Venezia con più autenticità.
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ToggleLa statua detta di San Simeon
Appena fuori dalla Stazione dei treni, inizia subito l’itinerario di Venezia segreta dirigendoti nel sestiere di Santa Croce, precisamente in Calle Bergami 922, vicino al Ponte degli Scalzi. Nascosta sotto un piccolo portico, si trova una curiosa statua murata. Imbocca la via a sinistra della chiesa ed entra nel portico affacciato sul Campiello S. Simeone Grande dove poco più avanti troverai la statua. Si tratta di un’antica immagine murata della seconda metà del trecento, raffigurante Sant’Ermolao rivolto verso la chiesa. Il suo atteggiamento sembra voler dire “no, grazie”, forse perché la chiesa è dedicata a San Simeone e non a lui. Altre fonti, invece, sostengono che rappresenti un atto di preghiera e benedizione. Forse è per questo che si dice che toccargli la mano porti fortuna. Non a caso, molti passanti si fermano qui per “battere il cinque” alla statua. Lo farai anche tu?

Il naso del Sior Rioba
Da Santa Croce spostati verso Cannaregio, uno dei sestieri che più amo perché defilato e meno battuto. Qui, nel piccolo Campo dei Mori, si trovano delle statue in pietra d’Istria incastonate tra le case, raffiguranti mercanti orientali. L’indirizzo preciso per raggiungere le statue è: Campo dei Mori, 3379/3360, Venezia. Secondo la leggenda, Antonio e i suoi fratelli, di origine moresca, vennero tramutati in pietra per aver truffato i veneziani, spacciando filati comuni per stoffe di pregio. Una delle statue dei fratelli che raffigura Antonio Rioba, riconoscibile per il suo naso prominente, è diventata quasi una figura scaramantica. Nel 1800 perse il naso, che fu sostituito con uno in ferro ancora visibile tutt’oggi. Si dice che toccarlo porti fortuna!

Il rilievo del cammello
Poco distante dal Campo dei Mori, in una calle affacciata su un suggestivo canale, si trova il Palazzo Mastelli del Cammello. Sul muro esterno campeggia un rilievo in pietra bianca raffigurante un cammello con un uomo. Il rilievo è visibile dalla via Fondamenta Gasparo Contarini, vicino al Campo della Madonna dell’Orto dove lo scorgerai di fronte a te. Secondo la tradizione, il cammello rappresenta le origini orientali dei fratelli Mastelli (gli stessi di cui ti ho raccontato nel Campo dei Mori), mercanti provenienti dalla Morea, arricchiti a Venezia commerciando tessuti e spezie. Il rilievo è un omaggio alla loro ricchezza e ai viaggi lungo la Via della Seta. Un dettaglio che spesso sfugge ma che racconta il legame commerciale tra Venezia e l’Oriente.

Le macabre ancorette
Sempre a Cannaregio, a San Canciano, appena dopo il ponte sul rio dei Santi Apostoli, si trova un sottoportego chiamato “del tragheto”, dove, appese al muro, si notano delle piccole ancore in ferro. Devi sapere che non sono elementi decorativi, ma ganci su cui venivano appesi due quarti dei corpi degli “squartai”: criminali denominati così perché puniti con la pena dello smembramento in quattro parti, due delle quali esposte al pubblico così che tutti i veneziani potessero vedere la pena inflitta e non ripetere l’errore del malcapitato precedente. La tradizione vuole che chi passa di qui debba toccare le ancorette, come a dire che si è ancora vivi! Io, ovviamente, le ho toccate anche più di una volta… per sicurezza! L’indirizzo preciso per raggiungere le ancorette è: Calle de la Malvasia Vecchia, 4500.

Arco del Paradiso
Lasciandosi Cannaregio alle spalle, camminando verso Castello fino ad arrivare all’incrocio tra Calle del Paradiso e Fondamenta dei Preti, ci si trova dinanzi a uno degli archi che, a mio avviso, è tra i più belli di tutta Venezia: sto parlando del trecentesco Arco del Paradiso, finemente decorato in marmo con motivi gotici e con la raffigurazione della Madonna. L’indirizzo preciso da inserire su google maps è il seguente: Arco del Paradiso, 30100. Questo arco rappresentava l’ingresso a un piccolo casato veneziano, e si dice che in epoca antica qui si svolgessero festeggiamenti e danze popolari, in particolare durante il Venerdì Santo. È simbolo della vita comunitaria veneziana, oggi praticamente scomparsa, ma ancora viva nei ricordi e nelle tracce lasciate da questa Venezia segreta.

La porta blu
Proseguendo per il quartiere di Castello, in una calle laterale di Ruga Giuffa si trova un piccolo dettaglio nascosto: una porta dipinta di blu, unica in tutta Venezia! L’indirizzo per raggiungerla è il seguente: Calle de Mezzo, 79. In una città dove tutte le porte tendono al verde o al marrone, questa porta blu è un’eccezione. Potrebbe destare curiosità rispetto a cosa si cela al suo interno ma devo deluderti in quanto dietro quella porta si trova un semplice magazzino. Nel corso del tempo, passando a visitare questo angolino di Venezia segreta ho potuto constatare come la porta sia sempre più sbiadita e meno scenica.
Aggiornamento a Giugno 2025: da fonti online ho appurato che la porta è stata riverniciata e ritornata di un bellissimo colore blu cobalto.

Il cuore di pietra
Sempre nel sestiere di Castello si può ammirare un altro luogo segreto di Venezia. Il cuore di mattoni situato presso Calle Seconda de la Fava, sotto al Sotoportego dei Preti. La leggenda vuole che gli innamorati che toccano il cuore insieme si legheranno per sempre. Si racconta anche che un marinaio veneziano avesse scolpito questo cuore in memoria della sua amata, perduta in mare. Un gesto d’amore inciso nella pietra, diventato oggi un punto di riferimento per chi cerca fortuna nei sentimenti e desidera scoprire il volto romantico di Venezia segreta.

La testa dorata
Raggiungendo il Ponte di Rialto, nella Salizzada da Pio X, a metà strada tra il ponte e Campo San Bartolomeo, si nota una testa dorata affissa su un muro. Si tratta di una scultura bronzea a testimonianza della passata presenza di una delle più antiche farmacie veneziane, dove si produceva la teriaca, un medicinale considerato universale e in grado di curare tutti i mali (un rimedio farmaceutico utilizzato fino al seicento). Con l’introduzione delle normative sugli stupefacenti negli anni successivi, l’oppio, ingrediente fondamentale della ricetta, venne proibito e l’uso della teriaca fu vietato e non riconosciuto dalla medicina più moderna.

La sveglia della strega
L’ultima tappa alla scoperta dei luoghi più segreti a Venezia si trova nel sestiere di Dorsoduro, in Calle della Toletta, al civico 1196. Si racconta che qui vivesse una strega veneziana che disturbava i vicini suonando una sveglia nel cuore della notte. Secondo la leggenda, quel suono serviva a evocare gli spiriti. I vicini, esasperati, decisero di murarla viva. Ancora oggi, si dice che nelle notti silenziose si possa udire il ticchettio della sveglia che potrai scorgere appesa in alto nell’angolo dell’abitazione all’indirizzo che ti ho indicato poco fa. Un simbolo perfetto di Venezia segreta, misteriosa e mistica, che resiste fino a oggi!

Vuoi integrare più tappe?
Questo itinerario è la mia personale raccolta di angolini misteriosi, simboli curiosi e leggende affascinanti che spesso sfuggono allo sguardo proprio perché poco noti. Se mi conosci, sai quanto amo perdermi fuori dai percorsi classici per lasciarmi sorprendere da ciò che nessuno guarda. Questo articolo, dedicato ai simboli della Venezia segreta, è perfetto se cerchi un contatto autentico con le storie e leggende della città e spero di averti fatto scoprire alcune curiosità che non sapevi. Se ti è piaciuto questo itinerario e vuoi approfondire con altri luoghi particolari, ti consiglio di leggere anche Cosa vedere a Cannaregio: rimandi della Venezia d’oriente oppure Cosa vedere a Venezia di insolito: itinerario con mappa.
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